29 dicembre 2008

Il periodo delle feste



Via Hat Tip: Una vita movimentata, PlacidiAppunti

28 dicembre 2008

La citazione della settimana /104

Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.

Fruttero & Lucentini

24 dicembre 2008

Servi della gleba




Mentre vi apprestate a festeggiare la nascita del "Salvatore del Mondo" ricordatevi anche che dieci anni fa, il 23 dicembre 1998 per la precisione, se ne andava Feiez.

21 dicembre 2008

La citazione della settimana /103

"Lo Stato pensi a organizzare le pubbliche virtù, noi organizzeremo i vizi privati"

Lucky Luciano

18 dicembre 2008

Jamendo Christmas Playlist

Jamendo ci informa di aver realizzato una piccola playlist per le feste natalizie:




17 dicembre 2008

La FED risolve i problemi

Da decenni il mondo era alla ricerca di una fonte di energia rinnovabile e a basso costo. Ora finalmente grazie alla FED e all'azzeramento del costro del denaro si aprono nuove prospettive.

Ecco per esempio il primo prototipo di centrale dollaro-termica:

16 dicembre 2008

Consoliamoci

Può capitare ogni tanto, ogni anno, di compiere gli anni.
E anche se da molto tempo sono convinto che non ci sia proprio nulla da festeggiare, il compleanno arriva lo stesso.
Mi consola un po' questo video:

15 dicembre 2008

Bush's boot camp

I videogiochi sono fantastici e ci permettono di fare esperienze che nella vita reale nemmeno ci sogneremmo di fare: per esempio salvate il presidente Bush da un'ondata assassina di scarpe irachene!




Nota Bene: chi si ostina a sparare al presidente verrà segnalato all'FBI.

14 dicembre 2008

La citazione della settimana /102

In effetti, la sicurezza non ha posto da nessuna parte. Tutto ciò che è divertente nella vita è pericoloso.
Le corse dei cavalli, per esempio, sono molto pericolose. Ma tentate di progettare un cavallo sicuro e il risultato è una mucca.
È impossibile essere vivo e sicuro.

Patrick J. O'Rourke

11 dicembre 2008

Un principio di libertà

"L'inclinazione degli uomini, siano essi governanti o semplici cittadini, a imporre agli altri, come norme di condotta, le proprie opinioni e tendenze è così energicamente appoggiata da alcuni dei migliori e dei peggiori sentimenti inerenti all'umana natura, che quasi sempre è frenata soltanto dalla mancanza di potere; e poiché quest'ultimo non è in diminuzione ma in aumento, dobbiamo attenderci che, se non si riesce a erigere una solida barriera di convinzioni morali contro di esso, nella situazione attuale del mondo il male si estenda. " J.S. Mill

L'attuale slogan del Libertarian Party è "The Party of Principle" a mio avviso molto più significativo del vecchio slogan "There ain't no such thing as a free lunch" ovvero "non ci sono pasti gratis".

Certo è vero che far capire alla gente che non ci sono pasti gratis è fondamentale, ovvero è fondamentale far capire che lo stato non regala niente a nessuno e che tutti i "servizi pubblici" sono in realtà stra-pagati dai privati cittadini. Come ancora più importante è far capire che il pagamento spesso viene richiesto in vile denaro e spesso con la cessione di parte delle proprie libertà.

Ma la questione fondamentale è focalizzata dall'attuale slogan: la libertà è una questione di principio. E il principio su cui si fonda la libertà è il principio di proprietà.

Proprietà che non può non incominciare dal proprio corpo, dalla propria mente e dalla propria anima, per chi ritiene di averne una.

Tutto il resto è davvero solo conseguenza, o perlomeno dovrebbe essere solo conseguenza di questo principio.

Ma non lo è quasi mai, perché quasi mai la gente ragiona così. Di solito la gente non fa altro che tentare di imporre le proprie convinzioni, le proprie credenze religiose, le proprio condotte morali o più semplicemente il proprio stile di vita agli altri.

Il trucco usato per forzare il diritto di proprietà è sempre quello di anteporre agli individui, al loro corpo, alla loro mente e alla loro anima una qualche costruzione culturale, più o meno realistica.

A volte si usa uno spirito santo, altre volte concetti quali l'umanità, la società, la nazione, l'infanzia e così via.
Questi concetti astratti spesso hanno una loro utilità dialettica indispensabile per comunicare e ragionare, chi infatti può evitare di usarli di tanto in tanto? Ma l'inganno è far credere che siano cose reali con diritti o doveri reali mentre invece non ne hanno alcuno, perché solo gli individui hanno diritti poiché solo gli individui sono esseri sensibili che pensano, ragionano, "sentono"e permettetemi: posseggono.

Se si tutela l'individuo e la sua proprietà, si tutela tutto e tutti. Se non si tutela l'individuo e la sua proprietà tutto è perduto.

Questa mia convinzione è sempre stata alla base delle mie scelte.

Per esempio il mio essere laicista è vincolato e limitato al principio di libertà: non mi interessa il laicismo per il laicismo, non so cosa farmene. A me interessa la libertà e credo che il laicismo cioè il lottare per avere delle istituzioni laiche sia un modo per garantire più libertà a tutti gli individui credenti o non credenti che siano. Ma il laicismo quando non insegue più la libertà ma la umilia, quando per esempio attacca una libertà fondamentale come l'obiezione di coscienza, quando diventa moralismo, quando diventa conformismo, quando diventa disprezzo dell'altro, quando diventa fobia, allora suscita in me solo repulsione.

Anche il mio essere antistatalista è vincolato al principio di libertà. Non sono antistatalista per sport, sono antistatalista perché vedo bene quale enorme e mostruosa minaccia sia lo stato moderno. Un potere che non ha nessuna opposizione e che quindi è assoluto, un potere che lentamente ma inesorabilmente si è espanso in tutti gli ambiti della vita umana e che quindi è diventato totalitario.

Limitare il potere della gente è insomma l'unica via realistica per riavere una parte della nostra libertà.

Ma l'abolizione o la drastica riduzione dello stato moderno sono solo il mezzo, non il fine. Si dovrà combattere contro le imposizioni degli altri anche dopo, per dirla con uno slogan la Storia continuerà anche senza lo stato.

"Se per opporci aspettiamo che la vita sia ridotta quasi completamente a un unico tipo uniforme, qualsiasi deviazione da quel tipo verrà considerata empia, immorale, e addirittura mostruosa e contro natura. Gli uomini perdono rapidamente la capacità di concepire la diversità, se per qualche tempo si sono disabituati a vederla." J.S. Mill

Ho assistito e assisto continuamente a discussioni veramente deliranti su quasi tutti gli argomenti. Discussioni in cui le persone cercano sempre di imporre agli altri il loro gusto estetico, il loro senso dell'osceno, il loro senso proibito, del bene e del male. Nella migliore delle ipotesi queste discussioni sfociano in un gigantesco "Mah!" in cui ognuno si tiene le proprie idee pensando più o meno segretamente che il proprio interlocutore sia un fesso. Ma l'insieme di tutte queste discussioni sfocia quasi sempre in nuovi conformismi, nuovi dogmi e nel medio termine in nuove leggi e nuovi tabù. Ovvero in nuove aggressioni al corpo, alla mente e all'anima degli individui.

Io non mi faccio molte illusioni, so che non sarò mai libero. Le luci della ragione ormai affievolite si stanno spegnendo in tutto l'occidente, non le rivedremo accese durante la nostra vita.

Ma se ci è ancora possibile fare qualcosa, quel qualcosa deve essere riportare la questione all'origine delle cose, al principio della libertà.

09 dicembre 2008

Tutti mentono

A pensarci bene questo blog ha un parterre di grande qualità, tra cui figurano ad esempio: docenti universitari, ingegneri elettronici e informatici, genetisti, neurobiologi, avvocati, giornalisti, poliglotti, spacciatori di materie plastiche e cravattai.

Io schifo l'intelligenza collettiva (mi puzza di collettivismo) ma spero che qualche specialista potrà risolvere l'annosa questione: perché le donne prima o poi mentono sempre? Ci sono cause genetiche e/o evolutive? Socio-culturali? C'entra forse la diossina? Prima di venire al mondo alle anime viene fatto un test e solo chi sa mentire bene può nascere femmina?

E poi perché alla spiccata propensione per l'inganno non corrisponde una altrettanto forte capacità di inventarsi scuse decenti? Sempre a dire "temevo che non capissi"(traduzione: temevo che avresti capito) o "non mi sembrava una cosa importante" (non mi sembrava che tu fossi così importante per dirtelo) o ancora: "non volevo che tu ti arrabbiassi per niente" (avevo paura di essere presa a martellate, visto che oggettivamente è quel che merito).

Forse manca ancora uno step evolutivo? Per attenderci scuse più originali dovremo aspettare altri 4-500.000 anni?

08 dicembre 2008

Blackogames è tornato




Ci sono post che scrivo tanto per scrivere che mi hanno portato molti contatti nel corso dei mesi, sono i cosiddetti misteri di Google.

Per esempio una delle parole cercate sui motori di ricerca che porta più di frequente a questo blog è "Heidi".

Un altro post a cui devo molti contatti è quello su BlackoGames, una versione modificata di Ogame.

Ebbene oggi un membro dello staff mi ha lasciato un commento in cui annuncia che il progetto sarà di nuovo attivo su un nuovo server a questo indirizzo.

Rinnovo gli auguri allo staff per la nuova avventura.

04 dicembre 2008

Pausa




Non prevedo aggiornamenti fino a martedì prossimo.

(ma non pensate e ponti/vacanze o cose del genere, il video è abbastanza chiaro del resto)

03 dicembre 2008

Sembrava un Leader invece è un portavoce

02 dicembre 2008

Let's dream to each other

  


Dedicato a chi pensa che il trip-hop sia morto.

Ps. Jamendo incomincia a conoscere i miei gusti e a suggerirmi automanticamente gli album che ritiene possano piacermi, era ora!

01 dicembre 2008

Un governo pop porno (tax)



E' la seconda volta che il governo Berlusconi vara questa legge chiamata porno-tax, al primo tentativo non erano riusciti ad attuarla per motivi tecnici. Ora sembra che Bondi si sacrificherà per il bene collettivo valutando caso per caso chi dovrà pagare la tassa e chi no. Le linee guida comunque sono piuttosto chiare:

«Ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti».
E non sono balzelli, altro che aumento dell'10% sull'Iva come su Sky:

chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un'addizionale del 25% sui redditi che ne derivano (...) colpirà già gli introiti del 2008, gli acconti dovuti al Fisco saranno del 120%

Praticamente l'industria del porno italiana che già vive in un'ipocrita semi-legalità, sarà annichilita dal decreto. Che poi è quello che il governo voleva, visto che esiste un solo motivo per aumentare le tasse a un settore in crisi durante un periodo di crisi: la volontà scientifica di distruggerlo per motivi politici e/o magico-religiosi.

Tinto Brass: «Un provvedimento devastante, disastroso, un messaggio di grande tristezza». Il regista, che ha in uscita il corto «Hotel Courbet» (dedicato al pittore de «L’origine del mondo») ci vede un’operazione non fiscale ma culturale: «Non vogliono che la gente si diverta, cosa c’è di più ottimista di un bel sedere, dico io? Ma no, ci mortificano, ci vogliono tristi, la carne è colpevole. Recuperano l’idea di Platone per cui nell’uomo c’è una parte nobile, dalla vita in su, e una ignobile, dalla vita in giù»
C'è da chiedersi inoltre quanto saranno estesi i danni ai canali di distribuzione al dettaglio, tipicamente le edicole e i negozi di videonoleggio. Saranno molto probabilmente loro a pagare la prevedibile contrazione del mercato mentre i produttori potranno sempre andare all'estero.

Del resto se le tasse sono un furto la porno tax è il delitto perfetto, ce lo vedete Veltroni a protestare per l'aumento delle tasse sui prodotti erotici? In un paese ipocrita come il nostro è facile prevedere che nessuno si esporrà per difende questo settore.

In un'ottica di crisi globale e premesso più volte dal governo che si sta raschiando il fondo del barile, questa tassa e l'aumento del 10% dell'iva sui prodotti Sky potrebbero sembrare scelte ragionevoli.

Ma non lo sono, per prima cosa in generale non c'è nulla di ragionevole nell'aumentare o creare una tassa -qualsiasi tassa- in un momento di crisi.

Inoltre si vanno a colpire due settori che, piaccia o non piaccia, riuscivano nonostante i tempi difficili a stare sul mercato. Una rarità insomma.

Veramente ridicole poi le motivazioni addotte: da una parte si aumenta l'Iva a Sky per "togliere un privilegio e riequilibrare la concorrenza tra pay-tv" e contemporaneamente si decide in modo arbitrario quali prodotti dovranno stare sul mercato con una leggera sovrattassa del 25% rispetto alla concorrenza.

Pietosissimo infine motivare questa ennesima rapina con la retorica dei beni superflui.

Certamente i Dvd porno sono superflui, c'è You Porn. E certo per me sky è superflua, infatti non sono abbonato.

Ma a parte l'acqua, il pane e un pugno di medicinali salvavita, qualcuno può spiegarmi cosa non è un bene superfluo? L'Adsl è indispensabile? Il cappuccino al bar è indispensabile? I televisori Lcd sono indispensabili? Gli sms sono indispensabili?

La risposta è sempre la stessa: chi deve decidere cosa è indispensabile e cosa non lo è? Il ministro dell'economia o il consumatore? Davvero siamo così deformati dal sistema da non renderci più conto dell'abnormità di uno stato che con la leva fiscale si propone di organizzare i consumi dei cittadini?

E c'è poi tanta differenza tra un sistema come il nostro che pianifica i consumi rispetto a un sistema di tipo sovietico che si proponeva di pianificare la produzione? Non è in fondo la stessa cosa?

I brani riportati sono tratti da questo articolo del Corriere.