30 gennaio 2009

Stato di polizia

Poi uno dice che sono paranoico:

"L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di uomini impiegati nelle forze dell'ordine: 328.368 effettivi tra carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale e polizia penitenziaria. Lo evidenzia l'Eurispes. Con 571 addetti all'ordine pubblico ogni 100.000 abitanti l'Italia supera di gran lunga la Germania (321), la Gran Bretagna (268) e la Francia (227). Ogni italiano destina inoltre per le spese a sostegno dell'ordine pubblico il 2,1% della ricchezza nazionale, pari a circa 500 euro pro capite. Fra i paesi Ue, l'Italia è seconda solo alla Gran Bretagna (2,5%), mentre precede la Spagna (1,85%), la Germania (1,7%) e la Francia (1,2%)."

Rapporto Eurispes 2008

NB: Come disse Alfred Hitchcock: Non sono contro la polizia; ne ho solo paura.

29 gennaio 2009

Quattro gatti impagliati

Il 20 Febbraio a Roma ci sarà il congresso nazionale del Partito Liberale Italiano.

Fin qui nulla di strano, se non fosse che quest'anno Marco Taradash e Arturo Diaconale sembrano intenzionati a prendere il controllo del partito, a discapito dell'attuale segretario Stefano De Luca.

Il programma di Diaconale è di fare del PLI un partito "indipendente ed autonomo all'interno del centro destra". Non è ben chiaro come questo possa accadere, visto che Berlusconi ormai ha fatto del partito unico (per il momento limitato al centrodestra) la sua religione civile. Che se ne farà dunque di un partito che ormai sotto la soporifera guida di De Luca veleggia intorno allo 0,3% di preferenze? Una spiegazione folle e per questo seducente ci viene fornita dal deputato Paolo Guzzanti che corre in aiuto del segretario uscente:

Due vecchi amici, Arturo Diaconale e Marco Taradash, il primo direttore de l’Opinione e il secondo un valoroso ex deputato radicale di eccellenti qualità, sembra che abbiano purtroppo ricevuto l’imput da Silvio Berlusconi di entrare nel PLI, legarlo, imbavagliarlo e portarne la testa per il muro dei trofei sopra la scrivania di Berlusconi.

Del resto, perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro?

La ragione è ovvia: si tratta di compiere quell’operazione che i vecchi trotskisti chiamavano “entrismo”: si entra in un altro partito e se ne cattura la maggioranza, se ne determina la linea politica, lo si anestetizzza, lo si uccide e se ne fa un gatto impagliato. In questo modo non si rischia più che possa mordere e predare sulla scena politica, facendo valere i suoi valori, la sua storia e la sua identità.

Dunque il partito liberale si trova nella stessa condizione dei liberali: o si allea con Berlusconi o annaspa da solo. In realtà è un falso dilemma.

Da solo il PLI è del tutto invisibile e ininfluente, sostanzialmente è già un "gatto impagliato".

Ma con il centrodestra se riuscisse a non essere fagocitato dal Popolo delle Libertà dovrebbe comunque fare politiche conservatrici e cattoliche, non liberali. Avrebbe sì più visibilità, ma sarebbe una visibilità negativa, utile solo a perdere la faccia e annacquare ulteriormente il termine "liberale" in Italia.

L'idea di entrare nel centrodestra per fare una battaglia politica e culturale di stampo liberale è un'idea vecchia di almeno dieci anni, che si è dimostrata del tutto inefficace e fallimentare. A questo punto per il PLI è molto meglio continuare a dormire sonni tranquilli con de Luca, non compromettersi troppo e aspettare sviluppi futuri.

Hat tip: Rivoluzione Italiana, Phastidio, Lakeside Capital,

28 gennaio 2009

BSG-S1

Ho appena finito di vedere la prima serie di Battlestar Galactica, posso solo darvi l'ennesima inutile conferma: è una serie meravigliosa sotto tutti i punti di vista. Infatti quando la sceneggiatura è scritta bene e gli episodi sono diretti e interpretati in modo entusiasmante non c'è davvero nulla da dire.



Purtroppo sembra che i Dvd distribuiti in Italia siano pessimi ed è un peccato perché questa era davvero una serie che meritava di essere acquista.

25 gennaio 2009

La citazione della settimana /107

Molti italiani, pur modestamente credenti, ritengono il cattolicesimo un patrimonio nazionale irrinunciabile: La Chiesa, da parte sua ha assorbito virtù e vizi degli italiani, in un condizionamento reciproco che ha fatto della religione una caratteristica subculturale, più che un'adesione di fede.

Giordano Bruno Guerri

23 gennaio 2009

Altri mattoni nel muro...

Tutti gli anni diciamo che il festival di Sanremo è morto, è una contraddizione solo apparente: il Festival sta infatti morendo di una lunga morte. Se non ci fossero i soliti finanziamenti statali probabilmente la sua dipartita sarebbe stata più rapida e dignitosa.

Quest'anno -non credo sia un caso- si stanno montando polemiche su polemiche per via dei testi di alcune canzoni. Prima Povia con la canzone contro i gay, poi Masini con la canzone contro l'Italia. Oggi invece scoppia il caso di Gino Paoli che a Sanremo sarà ospite ma che con una canzone del suo nuovo album parlerebbe di pedofilia in modo non ortodosso, cioè non conforme al dogma sociale.

Premesso che i testi non gli ho letti quindi parlo per sentito dire, ribadisco per l'ennesima volta che di quello che non si può parlare si dovrebbe tacere.

Ma il discorso è diverso invece per gli artisti che in fondo hanno il diritto-dovere di rompere le convenzioni sociali e dire cose che normalmente non si possono dire; altrimenti che ci stanno a fare? Vale certamente di più una canzone che dice una cosa sbagliata ma che riesce in questo modo ad aprire una breccia nel muro del politicamente corretto, rispetto a 100 canzoni che dicono la cosa giusta ma senza aggiungere nulla a quello che già si sa o si crede di sapere.

A questo punto non mi rimane che sperare che il testo della canzone di Sanremo degli Afterhours non sia un altro inno a ehm... alla "Luce del mattino", o almeno che passi di nuovo inosservato (i bigotti di solito non sono tipi svegli) altrimenti mi toccherà leggere altre filippiche dei leader morali del libero pupulu italiano.

22 gennaio 2009

Oltre il Velo di Maya



Mentre voi aspettavate un post io da bravo blogger...cazzeggiavo su Youtube.

E cazzeggiando su Youtube ho trovato il video "Alice in Cenere" dei "Oltre il Velo di Maya" che su Myspace si presentano così:

Oltre il Velo di Maya è un idea di Dario Gallo (Voce, Chitarra Acustica & Classica) e Davide Furfaro (Chitarra Elettrica, Bass & Drum Loops). Nata dalle ceneri degli Overseen, dopo una lunghissima pausa dedicata a vari appagamenti personali (lauree, matrimoni, divorzi, figli e scappatelle varie), l’attuale formazione, con i due superstiti, ha deciso nuovamente di mettere insieme le proprie idee e le proprie esperienze, senza un "fine apparente", almeno per il momento. Tutto quello che vedrete pubblicato qui è il frutto della loro pazzia, e di qualche ora di lavoro. Inutile dire che, per ora, rimane solo un progetto virtuale: non ci sono nè concerti nè album in programma. Forse è un nuovo inizio... o forse, stiamo perdendo di nuovo tempo!! Stay Tuned

Questo blog da oggi è in fiduciosa attesa (magari su Jamendo).

21 gennaio 2009

La foto del giorno

La foto del giorno è sicuramente questa, messa in prima pagina da La Stampa di oggi:



Due i particolari di Obama che non ho potuto non notare: i tanti capelli bianchi (fino a poco tempo fa ne aveva molti di meno) e i calli sulla sua mano destra (mi piace pensare che se li sia fatti lavorando ma molto probabilmente sono frutto della palestra).

P.s.
Mi dicono che la bibbia del presidente Lincoln su cui ha giurato Obama ieri sia stata scambiata da una giornalista italiana per "la pochette rossa di miss Obama"; sono allibito.

P.p.s
Purtroppo ho trovato conferma qui :
"Avrei tanto voluto essere là, invece di sorbirmi gli inutili commenti dei giornalisti che hanno raggiunto il culmine quando hanno detto che Michelle Obama indossava un abito giallo corredato di pochette rossa”… Era la Bibbia di Lincoln…."

20 gennaio 2009

A proposito dell'esercito in città...




There's a reason you separate military and the police. One fights the enemies of the state, the other serves and protects the people. When the military becomes both, then the enemies of the state tend to become the people.

C'è un motivo per cui l'esercito e la polizia sono due corpi ben separati. L'esercito combatte i nemici dello stato, la polizia serve a proteggere il popolo. Quando entrambe le cose le fa l'esercito, allora il nemico dello stato tende a diventare il popolo.

Admiral William Adama

(Solo ora capisco...)

19 gennaio 2009

Dopo tutto siete solo mattoni nel muro




In una tranquilla passeggiata al centro della mia cittadina ci si può imbattere come nulla in 10-15 telecamere di videosorveglianza, dotate di visione notturna, microfono zoom e sensori di movimento. Ma le telecamere tra quelle attive e quelle previste, collegate sia alla centrale dei vigili sia alla stazione dei carabinieri, sono in realtà molte di più: una ogni duecento abitanti circa.

Esiste per esempio un parco che ho allegramente ribattezzato "parco della morte", completamente video sorvegliato e illuminato a giorno per tutta la notte. Di solito i ragazzi lo usavano per imboscarsi con le fidanzatine o per far casino con gli amici. Ovviamente da quando è stato ridotto a set cinematografico di provincia non ci va più nessuno (da qui il nome). Voi ci andreste a limonare davanti a un battaglione di carabinieri? E tralascio volutamente proposte sovversive tipo bersi una birra con gli amici su una panchina.

E' normale tutto ciò? E' utile tutto ciò? A chi giova tutto ciò?




Se per normale si intende nella norma, è sicuramente tutto normale. La mia città non ha nulla di particolare, quello che succede qui avviene in quasi tutte le città di provincia che conosco. Del resto se chiedo in giro ottengo solo risposte tipo "male non fare paura non avere" o "se te ne vai in giro a farti i fatti tuoi le telecamere che fastidio ti danno?". A seconda del mio umore queste risposte mi fanno sorridere o incavolare come una bestia, ma quasi mai mi fermo a discutere, so che sarebbe inutile. So anche che la gente è contenta per esempio perché il parco è pulito e se gli si fa notare che è pulito perché non ci va mai nessuno le persone incominciano a guardarti in modo strano, come un mezzo criminale.



Se tutto questo sia utile a prevenire o reprimere qualche crimine non lo so, di dati in giro non ne vedo molti quindi presumo che tanto utili queste telecamere non siano. Giusto l'altra notte dei vandali hanno fatto diversi danni in città, colpendo delle zone non (ancora) video-sorvegliate. Del resto per controllare tutta la città di telecamere ce ne vorrebbero diecimila. Forse piano piano ci arriveremo, ma comunque quanto costa un passamontagna? Questo mi porta a un altro quesito per me fondamentale: chi sono i videosorvegliati? Non certo i criminali veri che possono facilmente nascondere il loro viso visto che sanno benissimo dove si trovano le telecamere e quando intendono commettere crimini. I videosorvegliati sono quindi per forza di cose i cittadini "normali". Sono loro a essere ripresi a volto scoperto quando entrano ed escono di casa, quando aprono e chiudono i loro negozi, quando si recano in ufficio o al supermercato. Perché la gente accetta che lo stato li riprenda e li registri durante le loro normali attività giornaliere? Per ignoranza, noncuranza, paura indotta? Certo la gente non è abituata a percepire lo stato come una minaccia, tutti siamo andati a scuola e tutti abbiamo subito fin da piccoli un indottrinamento alla religione civile, al culto della democrazia e delle istituzioni. Tutti poi guardiamo la tv e quasi tutti hanno visto qualche favola carabinesca o qualche tele-agiografia di un qualche funzionario statale. Se non si percepisce lo stato come un potere altro, è difficile vedere il dispotismo democratico per quello che è: un dispotismo come tutti gli altri.

Lo stato invece non ha bisogno di vere e proprie motivazioni: come un tumore il suo unico obbiettivo sembra essere aumentare le proprie dimensioni e accrescere la propria influenza. A guadagnarci in questo periodo sembrano essere solo gli installatori di telecamere* e i politici che sul mettere le telecamere/ammodernare le telecamere/mettere nuove telecamere hanno costruito la loro ormai pluridecennale carriera.

Da parte mia considerati i bilanci comunali sempre in rosso, più che in una rivolta (magari studentesca? Mi vien da ridere) ormai spero solo nella crisi economica.




* a proposito di vandalismo e microcriminalità, giochiamo a pensare male: ve la ricordate la storiella del gommista che semina chiodi per le strade adiacenti alla sua officina?

15 gennaio 2009

Ripensamenti - Compiz Fusion

In effetti, battute a parte, avevo un grande pregiudizio verso i desktop 3d e più di una volta dopo l'uscita di Vista ne avevo sentenziato l'intrinseca inutilità.

Ora Vista non l'ho mai provato quindi non saprei dire, ma vi assicuro che con Ubuntu il desktop 3d oltre a essere molto bello esteticamente è anche molto utile. Prima di installare Compiz-Fusion ho incominciato (finalmente) ad utilizzare più di un desktop contemporaneamente, e basta far roteare il cubo per tenere tutto sotto controllo.



L'unico problema è che improvvisamente sul mouse sento la mancanza di una seconda rotellina e di un paio di tasti per avere tutte le funzioni sotto controllo.

14 gennaio 2009

Kyrgyz!

Sul fronte economico tra ieri e oggi sono uscite delle notizie veramente sconfortanti, come il crollo della produzione industriale (-12%).

Ha fatto scalpore poi il rapporto annuale sulle libertà economiche promosso in Italia dall'Istituto Bruno Leoni che quest'anno ci vede 76°, a ridosso della Kyrgyz Republic (onestamente visto il nome non sono nemmeno del tutto sicuro che sia una nazione, anzi probabilmente è un detersivo; comunque sia grazie Tremonti!).

Ma ci sono altre due notizie molto più gravi a mio avviso sottovalutate: Nvidia ha dimezzato il suo fatturato nel quarto trimestre 2008 mentre secondo il 18% degli analisti del settore AMD-ATI è considerata una società a rischio: potrebbe non arrivare al 2010.

No dico vi rendete conto? Ati e Nvidia... Dio non voglia ma se dovessero fallire la nostra civiltà così come la conosciamo cesserebbe di esistere! Io incomincio a essere seriamente preoccupato, quasi quasi per il bene dell'umanità domani ordino una gtx 285.

12 gennaio 2009

Bye Bye Dear Everything

Consigliati da Viltrio, ecco il video dei Depressive Art:"Bye Bye Dear Everything".



Qui invece l'immancabile link per scaricare tutto l'album gratuitamente e legalmente da Jamendo.

(album che comunque da oggi fino a data da destinarsi potete ascoltare qui in alto a destra)

11 gennaio 2009

La citazione della settimana /106



Questa è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di avere sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d'oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri.

Fabrizio De André (dal commento introduttivo de La città vecchia al Teatro Brancaccio di Roma, il 14 febbraio 1998)

09 gennaio 2009

Password:Password

Sempre la solita premessa: i dati per scrivere questo post li ho trovati online e non sono un esperto, quindi accetto contributi e invito a non prendere troppo sul serio quanto segue.

Se avete avuto modo di dare un'occhiata alla lista delle 500 password più comuni e ne avete riconosciuta qualcuna delle vostre, siete nei guai.

Tutti usiamo i computer e tutti usiamo delle password per le email, il login a decine di servizi online o semplicemente per accedere al proprio pc. Per non parlare della crittografia: con lo sviluppo delle chiavi usb sempre più persone hanno necessità di proteggere i propri dati sensibili in caso di smarrimenti o furti.

Ma se gli algoritmi usati per la cifratura sono -per quanto ne sappiamo- sicuri, altrettanto non possiamo dire delle password scelte dagli utenti.

Infatti una password sicura è l'unico vero strumento che una vittima ha per difendersi da un "nemico" che cerca di impadronirsi dei suoi dati. Questo perché di fronte all'impermeabilità degli algoritmi di cifratura i tentativi si concentreranno sulla password, utilizzando il metodo della forza bruta.

In pratica il nemico tenterà tutte le password teoricamente possibili fino a indovinare quella giusta. Detta così sembra una stupidaggine, ma analizzando bene la situazione per la vittima le cose si mettono male, almeno là dove il nemico può agire direttamente sui dati.

Un pc con processore dual core per esempio è in grado di provare fino dieci milioni di password al secondo!

E se il vostro "nemico" non è un parente o un collega ficcanaso ma una grande corporation o peggio un governo la situazione si fa quasi drammatica: i supercomputer a loro disposizione sono in grado di tentare fino a un miliardo di password al secondo! E parlo dei dati ufficiali, vi risparmio le speculazioni sui dati ufficiosi...

Tenete presente inoltre che con lo sviluppo tecnologico questi dati sono destinati a peggiorare costantemente, e una penna usb persa oggi sarà molto più semplice da decifrare tra 10 anni rispetto a oggi.

E' evidente quindi che scegliere una buona password sia fondamentale.

Più è lunga e complessa la password scelta dalla vittima, più tempo sarà necessario al nemico per "indovinarla".

Da scartare a priori sono ovviamente le password più comuni che con ogni probabilità verranno tentate all'inizio dal nemico, seguite a ruota da tutte le parole reali presenti sul dizionario.

Ma anche le parole inventate se troppo corte e semplici sono inutili, il pc dual core con la potenza indicata prima è in grado di indovinare una password di sei caratteri minuscoli al massimo in trenta secondi (le combinazioni possibili tra sei caratteri minuscoli sono circa trecento milioni).

Per aumentare la vostra sicurezza in modo significativo è necessario scegliere password più lunghe e complesse.

Per esempio il pc di prima, nella migliore delle ipotesi (per la vittima) impiegherà ventitré anni a indovinare una password di otto caratteri contenente lettere minuscole e maiuscole, numeri e caratteri speciali (tipo !"£$%).

Se vi sembra comunque un tempo troppo breve, probabilmente avete capito perché per avere un minimo di sicurezza gli esperti consigliano password complesse con più di venti caratteri.

Fonti: Password Recovery Speeds, Wikipedia portale crittografia.

Hat tip: Sullivan

08 gennaio 2009

Copiamillo?

Ve la ricordate tutta quella polemica di Camillo contro Luttazzi colpevole di scopiazzare comici e programmi Tv americani?

Di post e articoli ne aveva scritti parecchi (qui,qui, qui e qui per esempio).

Luttazzi era accusato di copiare diversi comici americani. C'era in ballo una battuta specifica e più in generale lo stile del comico che sarebbe preso pari pari da Letterman.

Ecco ora prego i gentili lettori di controllare un attimo questo micro post di Sullivan di ieri e il micro post di Rocca di oggi; notato nulla? E non mi sembra sia la prima volta che capiti.

Nota bene:

1) Ho sempre pensato che la polemica contro Luttazzi fosse ridicola e sarebbe ridicola un'analoga polemica contro una blogstar italiana che scopiazza una blogstar americana senza riportare il link. Se ispirarsi a qualcuno più bravo di noi cercando di imitarlo significa copiare, tutti copiano perché tutti si ispirano a qualcuno.

Sto leggendo un libro-intervista a Woody Allen (mica Luttazzi) e ogni due per tre incappo nei nomi di Bob Hope, Groucho Marx, Ingmar Bergman e tanti altri; cioè dei modelli a cui si è sempre ispirato cercando di imitarne lo stile e in qualche caso, anche le battute.

2) Avevo pensato anche io di linkare la lista delle 500 password più comuni e visto che ormai per via indiretta l'ho dovuto fare lo stesso, domani vi dimostrerò come si copia sul serio cioè riportando i link e aggiungendo qualcosa di mio.

07 gennaio 2009

Trackmania Nations

L'intuizione creativa non esiste, esiste l'imposizione della scrittura. Per aggiornare un blog bisogna "imporsi" di scrivere qualcosa. Ma perché imporsi di scrivere qualcosa quando si può scaricare e giocare gratis a Trackmania Nations?


04 gennaio 2009

La citazione della settimana /105

Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell'abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal caso interessa unicamente la propria inquietudine. Sentirti proiettato e sospeso in questo mondo, incapace di adattarti ad esso, consumato in te stesso, distrutto dalle tue deficienze o esaltazioni, tormentato dalle tue insufficienze, indifferente agli aspetti esteriori – luminosi o cupi che siano –, rimanendo nel tuo dramma interiore: ecco ciò che significa la solitudine individuale. Il sentimento di solitudine cosmica deriva invece non tanto da un tormento puramente soggettivo, quanto piuttosto dalla sensazione di abbandono di questo mondo, dal sentimento di un nulla esteriore. Come se il mondo avesse perduto di colpo il suo splendore per raffigurare la monotonia essenziale di un cimitero. Sono in molti a sentirsi torturati dalla visione di un mondo derelitto, irrimediabilmente abbandonato ad una solitudine glaciale, che neppure i deboli riflessi di un chiarore crepuscolare riescono a raggiungere. Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza?

Emil Cioran